Piccoli Levrieri Italiani: come sono caratterialmente

Benvenuti sul sito dell’allevamento Lupavaro.

Questo sito è  dedicato alla nostra immensa passione per i Piccoli Levrieri Italiani.

Spesso mi si chiede: “ma questi Piccoli Levrieri Italiano, che carattere hanno?” Il nostro sito non vuole essere il solito sito fatto solo di cuccioli, e foto in Expo ma desideriamo condividere con voi la nostra grande passione per il Piccolo Levriero Italiano, descrivere nei nostri articoli i mille aspetti di questi cani e aiutarvi a capire se questa razza fa davvero al caso vostro.
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Cerchi anche tu “Qualcosa di bello”?

Roberto PellicoIl libro di Roberto Pellico, persona eccezionale e con una sensibilità che va dritta al cuore, è ciò che fa per te!

Anzi, vi consiglio non solo di leggerlo, ma di regalarlo alle persone care.

In questo mondo frenetico, dove pare che la gente non sia più capace di aprire un libro, a causa degli smartphone, regalatevi questa coccola che vi farà riflettere.

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Tagliare le unghie al cane

Tagliare le unghie al cane
Il Piccolo Levriero Italiano e la “questione” del taglio delle unghie

Chi vive con un Piccolo Levriero Italiano lo sa: quanto crescono queste unghie e tagliare le unghie al cane diventa spesso un incubo! Basta saltare anche solo poche sedute di “pedicure” e voilà, le unghie del cane si allungano e di conseguenza si allunga anche il vaso sanguigno al loro interno, rendendo praticamente impossibile la possibilità, di mantenere le unghie belle corte!

   

Limare, non tagliare! Il tuo cane ti ringrazierà 

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Cuccioli e socializzazione

Cuccioli e Socializzazione

Cuccioli e socializzazione. Per noi è importante che i cuccioli vengano anche in contatto con altre razze e gatti.  I nostri cuccioli crescono insieme ai cani Rescue, si abituano sin da piccoli alla presenza di cani di altre razze/taglie.  Tanto sole, tanto movimento e anche le lotte tra cuccioli, fanno sì che crescano tutti nel migliore dei modi, socializzando anche con altre razze e mettendo su una muscolatura eccellente. Nel gruppo, i cuccioli imparano anzitutto il linguaggio “canino”, importante per evitare “equivoci” nella loro futura vita. La socializzazione da cuccioli è molto importante per il Piccolo Levriero Italiano. Essa serve per non fraintendere e per non essere frainteso, una volta che sarà adulto. Un cane che capisce bene anzitutto la PROPRIA lingua, saprà in futuro leggere i segnali lanciati da altri cani e comportarsi di conseguenza. Questo è uno dei motivi per cui non cediamo i cuccioli prima dei 3 mesi di vita, in modo che la socializzazione possa essere incrociata, cioè sia con il branco canino che con quello umano e ovviamente l’ambiente esterno, esplorando il mondo durante le nostre passeggiate al guinzaglio, naturalmente dopo le dovute vaccinazioni.

E quando possono “traslocare” ? 

Per favore, non chiedetemi di cedervi un cucciolo a 60 gg, soltanto perché ENCI lo permette. Noi non faremmo mai perdere ai nostri piccoli quanto descritto nel paragrafo precedente. Non somministriamo farmaci alle mamme che allattano, le nostre femmine sono libere di allattare i cuccioli finché vogliono. La natura poi segue il suo corso e lo svezzamento sarà graduale e avverrà in modo del tutto naturale. Così facendo, i cuccioli non saranno mai separate fisicamente dalle mamme. La femmina sceglie in modo autonomo quando allontanarsi dai piccoli, lei ha sempre dei posti “irraggiungibili per i piccoli”, dove può rilassarsi, quando vuole staccare un po’  la spina o mangiare un premietto senza “intrusi”. 

I nostri cuccioli di Piccolo Levriero Italiano da noi imparano anche ad andare al guinzaglio, rilassati ed in compagnia della mamma e dei fratellini. CEdiamo ogni cucciolo con il suo collarino e guinzaglio, fatto su misura, oltre alla copertina con l’odore della mamma e dei fratellini. Impareranno presto a fidarsi anche della nuova famiglia  ma non pretendete che vi seguano dal primo giorno: voi aspettavate da settimane l’arrivo del cucciolo e lo amavate già da tempo. Il cucciolo questo non lo sa! Per lui sarete, inizialmente, semplicemente degli estranei. Ci vuole dunque pazienza per far si che il piccolo si fida di voi. Onde evitare stress a cane e famiglia, consigliamo di munirVI , inizialmente , di una morbida pettorina antifuga (doppia H) e un collare per levrieri che calzi su misura

 

La grande eredità dei levrieri

La grande eredità dei levrieri 

Riassunto e traduzione a cura di Valeria Rocco per l’allevamento “Lupavaro”

Premesso che sono tedesca vorrei qui di seguito pubblicare la traduzione di uno scritto, tratto da “Das große Windhunderbe” che contiene un articolo, sempre in lingua tedesca, pubblicato nel   “Zuchtbuch des DWZRV 1963/196450″, scritto dalla Signora Pia Pfleger, titolare dell’allevamento ” Springinsfeld” La riproduzione, la pubblicazione e la distribuzione, totale o parziale di questa traduzione sono espressamente vietati in assenza di una autorizzazione scritta, giacché il lavoro di ricerca e la seguente traduzione dalla lingua originale è un lavoro lungo e meticoloso.

Piccolo Levriero Italiano
ringrazio l’artista romana Paola Marinangeli per aver messo a disposizione alcune delle sue opere per illustrare questo scritto.

La grande eredità dei levrieri

Carlo I nel 1624 portò dalla Francia i primi esemplari in Inghilterra, la sua intenzione era quella di incrociali con alcune razze terrier per dare vita ad un cane da caccia di elegante statura. Questi tentativi furono fatti anche nelle generazioni successive, dando vita alla razza Whippet.

Durante la Rivoluzione inglese a la decapitazione di Carlo I, tutti i cani furono rubati e sparsi per tutto il territorio. In Germania la razza ha conquistato grandi onori grazie a Federico il Grande, che non era mai senza la compagnia dei suoi piccoli levrieri italiani;  doveva averne tra  40 e 80 esemplari.

Federico il Grande di Prussia adorava i Piccoli Levrieri Italiani. Le sue preferite si chiamavano “Biche” (†1752) ed “Alkmene” (†1785). Sebbene nei quadri, che raffigurano “il vecchio Fritz”, i cani al suo fianco sembrano essere di dimensioni maggiori ma questo è da attribuire al fatto, che i Pittori cercavano di dare maggiore effetto ai quadri aumentando la mole dei levrieri raffigurati.
Ecco una statua che lo raffigura con “Alkmene” e “Hasenfuss”
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